La sospensione dell’attività in base all’articolo 14 del D.Lgs. 81/08

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La sospensione dell’attività in base all’articolo 14 del D.Lgs. 81/08

 

 

L’art. 14 del D.Lgs. n. 81/2008 ripropone, al fine di garantire la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori, nonché di contrastare il fenomeno del lavoro sommerso e irregolare, i provvedimenti di sospensione di un’attività imprenditoriale qualora gli organi di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche secondo le rispettive competenze, riscontrino:

 

a)      L’impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro.

b)      In caso di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, di riposo giornaliero e settimanale, di cui agli artt. 4, 7 e 9 del D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 e successive modificazioni, considerando le specifiche gravità di esposizione al rischio di infortunio.

c)      In caso di gravi e reiterate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro individuale con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. L’adozione del provvedimento di sospensione è comunicata all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ed al Ministero delle infrastrutture, per gli aspetti di rispettiva competenza, al fine dell’emanazione di un provvedimento interdittivo alla contrattazione con le pubbliche amministrazioni ed alla partecipazione a gare pubbliche di durata pari alla citata sospensione nonché per un eventuale ulteriore periodo di tempo non inferiore al doppio della durata della sospensione e comunque non superiore a due anni. Le disposizioni del presente comma si applicano anche con riferimento ai lavori nell’ambito dei cantieri edili.

 

I poteri e gli obblighi succitati spettano anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali, con riferimento all’accertamento della reiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Il provvedimento di sospensione può essere revocato da parte dell’organo di vigilanza che lo ha adottato.

E’ condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’organo di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale:

 

a)      La regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria.

b)      L’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni della disciplina in materia di superamento dei tempi di lavoro, riposo giornaliero e settimanale, di cui al D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

c)      Il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a euro 2.500.

 

E’ comunque fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.

Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a sei mesi.

 

 

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