INFORTUNIO SUL LAVORO: NO AL RISARCIMENTO PER IMPERIZIA O IMPRUDENZA DEL DIPENDENTE

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INFORTUNIO SUL LAVORO: NO AL RISARCIMENTO PER IMPERIZIA O IMPRUDENZA DEL DIPENDENTE

 

 

La sentenza della Corte di Cassazione n. 25 del 2010 ha imperniato l’attenzione sull’utilizzo di macchinari pericolosi da parte del lavoratore, il quale si sia infortunato gravemente nell’esercizio della propria attività lavorativa oppure abbia causato l’infortunio di un collega.

 Nel caso esaminato dalla Cassazione il dipendente si trovava all’interno del cantiere quando è stato colpito dalla macchina perforatrice che il manovratore aveva improvvisamente spostato riportando gravissime lesioni personali.

 Il datore di lavoro, ritenuto responsabile dell’accaduto, arguiva la responsabilità del dipendente leso sostenendo che lo stesso si era  senza motivo ed in modo imprudente avvicinato alla macchina perforatrice, per mezzo del manovratore che aveva agito imprudentemente.

 Il giudice competente, pur considerando l’esercizio di un’attività pericolosa come quella di chi è alla guida di una perforatrice, soggetta a movimenti improvvisi ed a volte incontrollabili, era sopraggiunto all’affermazione di responsabilità in capo al datore di lavoro.

 Esaminando il caso era risultato impossibile dimostrare che il conducente della macchina perforatrice avesse adoperato tutte le misure idonee a scongiurare incidenti sul lavoro.

 Sul caso  la Cassazione ha precisato che in tale circostanza non è sufficiente la prova negativa di non aver commesso nessuna violazione di legge ma occorre quella positiva di aver adoperato volta ad impedire l’evento dannoso.

 Infatti non si può omettere di sottolineare che il conduttore della perforatrice, nonostante si sia accorto della presenza del danneggiato, parlando con lo stesso, ha continuato a manovrare, nella totale imprudenza, il pericoloso mezzo, invece di fermarsi immediatamente e riprendere il suo lavoro dopo l’allontanamento constatato del danneggiato.

 La  conclusione di quanto emerso è che al datore di lavoro non può essere mosso nessuno rimprovero, nemmeno a titolo di corresponsabilità, e lo stesso viene, in modo automatico ed immediato, liberato dal dovere di risarcire il dipendente danneggiato.

 La Suprema Corte con la pronuncia in esame sostiene e precisa che “al lavoratore che presta un tipo di attività pericolosa si richiede di adottare tutte le misure idonee ad evitare il danno, e qualora non lo faccia, lo stesso rischia di non essere risarcito, qualora dovesse verificarsi un incidente durante lo svolgimento della propria attività lavorativa”.

 

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