DISCIPLINA DELLE MODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DELLE VERIFICHE PERIODICHE

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DISCIPLINA DELLE MODALITÀ DI EFFETTUAZIONE DELLE VERIFICHE PERIODICHE

 

 

A seguito di numerosi quesiti pervenuti in merito all'applicazione del D.M. 11.04.2011,  tenuto conto delle Circolari n. 21/2011 e n. 11/2012 del Ministero, su conforme parere della Commissione  di cui All'allegato III dello stesso decreto, si ritiene opportuno fornire i seguenti chiarimenti applicativi.

l. Richiesta  di verifica  periodica  successiva alla  prima,  per  più attrezzature di lavoro, con differimento dei termini temporali.

Fermo restando quanto previsto al punto l della Circolare n. 11/2012 di questo Ministero, allo scopo di semplificare  le modalità  di richiesta  di verifica periodica successiva  alla prima per più attrezzature  di lavoro, il datore di lavoro può fare richiesta  cumulati va di verifica di più attrezzature,   aventi  scadenze  diverse,  indicando,  per  ognuna  di  esse, la  data  effettiva  di richiesta di verifica (p.es. indicando "la  data effettiva di richiesta deve intendersi r[fèrita a 30 giorni prima della data di scadenza"), indipendentemente dalla data di comunicazione della richiesta  cumulativa  ma ad essa successiva.  In questo  caso, i termini  dei  30 giorni  saranno riferiti  alle date effettive  di  richiesta  di verifica;  in assenza  di data effettiva  di  richiesta di verifica  delle  singole  attrezzature,  vale  per ognuna  di esse  la data  d i  comunicazione  della richiesta  cumulativa.  L'ASL/ARPA dovrà  comunicare  al  datore di  lavoro, entro  30  giorni dalla  data  della  comunicazione   della  richiesta  cumulativa  con  differimento   dei  termini, l'impegno scritto  a  portare  a  compimento  la  verifica  periodica,  direttamente  o  mediante l'intervento del  Soggetto  Abilitato  indicato,  nei 30  giorni  successi vi  alla  data  effettiva  di richiesta di verifica.
Resta  ferma  la  possibilità  per  il  richiedente  di  indicare  espressamente,   anche  nel  caso  di
comunicazione  di  richiesta   di   verifica   periodica  successiva   alla   prima  di   una  singola attrezzatura di lavoro, una data effettiva di richiesta di verifica, da cui far decorrere i 30 giorni, posteriore  alla data riportata nella comunicazione di richiesta di verifica della suddetta singola attrezzatura.

2. Applicabilità dell'articolo 26 del D.Lgs. n. 8112008 e s.m.i. con riferimento alle attività  di verifica periodica delle attrezzature di lavoro

Le  attività  di  verifica  periodica  di  attrezzature  di  lavoro  svolte  dai  soggetti  titolari  della funzione  e dai  soggetti  abilitati  devono  intendersi  come "servizi  di  natura intellettuale" , e pertanto, in conformità alle disposizioni di cui al comma 3 bis, dell'articolo 26, del D.Lgs. n.
81/2008  e s.m.i., non soggette alle disposizioni di cui al comma 3 dello stesso articolo. Resta inteso, inoltre,  che  i  soggetti  individuati  dalla  legislazione  vigente  per  l'effettuazione  delle verifiche  periodiche  sono  in  possesso,  ope  legis,  dei  requisiti  tecnico professionali  di cui all'articolo 26, comma l , del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

3. Attrezzature di lavoro noleggiate senza operatore o concesse in uso

Fermo restando gli obblighi del datore di lavoro di cui all'articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n.
81 /2008 e s.m.i.,  per le attrezzature  cedute allo stesso a titolo di noleggio senza operatore o concesse  in uso, la richiesta  di verifica  periodica può essere inoltrata  dal  noleggiatore  o dal concedente  in uso, anche in considerazione  della previsione di cui all'articolo 23, comma l, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. oltre che nell'ottica della semplificazione delle procedure.

4. Generatori di  calore  alimentati da  combustibile  solido, liquido  o gassoso per  impianti centrali   di  riscaldamento  utilizzanti   acqua   calda   sotto   pressione  con  temperatura dell'acqua  non  superiore alla  temperatura  di  ebollizione  alla   pressione  atmosferica, aventi potenzialità globale dei focolai superiori a 116 kw e serbatoi di GPL

Premesso che gli obblighi stabiliti dall'articolo 71, comma 11, del D.Lgs.  n. 8112008 e s.m.i. a carico del datore di lavoro sono riferiti alle attrezzature di lavoro così come definite ali'articolo 69, comma l, lettera a), del D.Lgs. 81/08 e s.m.i., si ritiene che le attrezzature di cui al suddetto punto 4, se non sono  necessarie all'attuazione di un processo  produttivo,  non debbano essere assoggettate alle verifiche periodiche di cui al D.M. 11.04.2011. Per quanto sopra esposto sì evidenzia che:

a)   alle centrali termiche non necessarie all'attuazione di un processo produttivo, ad esempio
quelle installate nei condomini, non si applicano le disposizioni del D.M. 1 1.04.2011, ma continua ad applicarsi il D.M. O1.12.1975;
b)  ai  serbatoi   di  GPL   non  asserviti   a  processi   produttivi,   ad  esempio   quelli  ad  uso domestico, non  si  applicano  le  disposizioni  del  D.M.  11.04.2011,   ma  continuano  ad applicarsi  il D.M. 01.12.2004,  n. 329, il D.M. 29.02.1988,  il D.M. 23.09.2004 ed il D.M. 17.O1.2005, nei casi previsti dai rispettivi ambiti di applicazione.

Trasmissione documentazione concernente le attrezzature di lavoro
Circolare n. 22 del 13 agosto 2012

Pubblicata la circolare n. 22 del 13 agosto 2012 relativa alla trasmissione, da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’INAIL e alle ASL territorialmente competenti, della documentazione concernente le attrezzature di lavoro rientranti nel Decreto Ministeriale del 4 marzo 1982 e nell’All. VII del D.lgs. n.81/2008 e s.m.i., ai fini delle verifiche periodiche da effettuare secondo le modalità stabilite dal Decreto Interministeriale dell' 11 aprile 2011 concernente la disciplina delle modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’All. VII del D.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 nonché i criteri per l’abilitazione dei soggetti di cui all’art. 71, comma 13, del medesimo decreto legislativo.

5. Sistemi di movimentazione e sospensione di allestimenti scenici

I sistemi di movimentazione  e sospensione di allestimenti scenici, comunemente  denominati "macchine speciali composte da tiri elettrici a uno o più funi ", non rispondono alla definizione di  apparecchio   di  sollevamento   ai  sensi  della  norma  UNI  ISO   4306-1  ("apparecchio  a funzionamento discontinuo destinato a sollevare e movimentare, nello  spazio, carichi sospesi mediante gancio o altri organi di presa"), in quanto i limiti di tali macchine sono costituiti da barre di carico (o americane) alle quali vengono collegati gli allestimenti scenici e non da ganci o  altri  organi  di  presa.  Pertanto,  tali  attrezzature  sono  escluse  dal   campo  di  applicazione dell'articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n.8112008 e s.m.i., peraltro non rientrando le stesse tra le tipologie elencate nell'Allegato VII del succitato decreto.
Resta tèrmo che il datore di lavoro è tenuto ad ottemperare agli obblighi  di cui all'articolo  71, commi 4 e 8 del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.

6. Ponti sollevatori per veicoli

I ponti sollevatori  per veicoli non rientrano tra le attrezzature di lavoro  soggette agli obblighi di verifica  periodica  di  cui  ali'Allegato  VII  del  D.Lgs.  n.  8112008  e  s.m.i.,  in  quanto  non rispondenti  alla definizione  di apparecchi  di sollevamento,  ai sensi  della  succitata norma UNI ISO 4306-1.

7. Carrelli commissionatori

Si precisa preliminarmente  che le tipologie di attrezzature di lavoro elencate  nell'Allegato VII del  D.Lgs.  8112008 e  s.m.i.  sono  le stesse  già  soggette  a  precedenti   norme  in  materia  di verifiche periodiche (tra cui D.P.R. 547/55, D.M. 329/04, ecc.), salvo il caso in cui il legislatore ha voluto intenzionalmente  estendere  l'obbligo  delle stesse attraverso  il D.Lgs. n. 106/2009 ad altre attrezzature  (ovvero  ai carrelli semoventi  a braccio telescopico,  ascensori  e montacarichi da cantiere, piattaforme auto sollevanti  su colonne).
Con rifèrimento ai carrelli commissionatori,  gli stessi sono definiti come carrelli con posto di guida elevabile destinati ad operazioni di picking (prelievo e deposito manuale di merce da scaffalature;  vedere anche norma UNI EN 1726-1); la loro funzione,  pertanto, non è quella di portare uno o più operatori in quota insieme con le loro attrezzature  allo scopo di svolgervi un lavoro, ma piuttosto quella di trasportare e movimentare materiali in quota, accompagnati dall' operatore.
Per quanto sopra i carrelli commissionatori  non rientrano tra le attrezzature di cui all'Allegato
VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.
Non  si  configurano,  infatti,  come  ponti  mobili  sviluppabili  ("piattaforme  di lavoro  mobili elevabili,  destinate  a  spostare  persone alle  posizioni  di  lavoro  da  cui  possano  svolgere mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l'intendimento che le persone accedano ed escano dalla  piattaforma  di  lavoro  attraverso  una  posizione  di  accesso  definita.",   secondo   la definizione  di cui  alla  norma  UNI  EN  280  punto  1.1),  in quanto  non  destinati  a sollevare persone in quota per eseguire operazioni di costruzione,  manutenzione, riparazione, ispezione o altri lavori simili.
Resta inteso che, qualora il fabbricante  del carrello preveda nel manuale d'uso  la possibilità di utilizzare   l'attrezzatura  per   svolgere   attività   in  quota   (quali   ad  esempio   operazioni   di costruzione,  manutenzione,  riparazione,  ispezione, o altri lavori simili)  il carrello rientra tra le attrezzature  da sottoporre alle verifiche periodiche di cui all'articolo 71, comma 11, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. come ponte mobile sviluppabile.

8.  Attrezzature di lavoro soggette a periodi di inattività

La periodicità delle verifiche periodiche prevista dall'Allegato li del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. non è interrotta  da periodi di inattività  dell'attrezzatura di lavoro (p.es. attrezzature di lavoro impiegate nel settore edile, soggette a smontaggi, deposito e montaggi). Pertanto, se i termini previsti dal suddetto  allegato risultassero  trascorsi  all'atto  dell a riattivazione dell'attrezzatura di lavoro si dovrà richiedere la verifica periodica prima del suo riutilizzo.

9.   Spostamento delle attrezzature di lavoro

Le comunicazioni  di spostamento  dell'attrezzatura di lavoro di cui all'Allegato II, punto 5.3.3. del D.M. 11.04.2011  sono funzionali  alla richiesta di verifica periodica  all'INAIL  o all'ASL anche   per  quanto   disposto   al  punto  5.2.1.  dello  stesso   Allegato.   Pertanto,  nel  caso  di spostamento  dell'attrezzatura mentre si è in attesa della verifica, sarà cura  del datore di lavoro comunicarne  lo spostamento  al soggetto titolare della funzione presso  il quale si è inoltrata la richiesta e, contestualmente, inviare una nuova richiesta al soggetto  titolare della funzione competente  per territorio  ove si andrà  ad utilizzare la stessa attrezzatura. Relativamente  allo spostamento delle attrezzature in pressione, le indicazioni sopra esposte restano valide compatibilmente  con le disposizioni in materia di certificazione e di messa in servizio previste dalla normativa vigente.

10. Raccordo   con  la  disciplina   previgente   al  D.M.  11.04.2011  in   materia   di  verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro

A) Per le attrezzature di lavoro, riportate nell'Allegato  VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., fabbricate in attuazione di direttive  comunitarie di prodotto  e marcate CE, si procederà secondo le modalità  indicate di seguito.

l. In  caso  di  attrezzature   di  lavoro  di  nuova  introduzione  nel  regime  delle  verifiche periodiche        (piattaforme    auto sollevanti    su   colonne,   carrelli    semoventi    a   braccio telescopico, ascensori e montacarichi da cantiere, idroestrattori a forza centrifuga) e già in servizio  alla data di entrata in vigore del D.M. 11.04.2011,  il datore  di lavoro, decorsi i termini  previsti  dall'Allegato VII del D.Lgs.  n. 81/2008 e s.m.i.  dalla  data d i  messa in servizio,  deve  richiedere  la  prima  verifica  periodica  all 'INAIL,  secondo  la  procedura prevista dal punto 5.1.2 dell'Allegato Il del D.M. 11.04.201 1; ai sensi del punto citato, "la richiesta     di   prima    verifica   periodica     costituisce    adempimento     dell'obbligo    di comunicazione   al! 'JNAJL". L'INAIL   provvederà  all'effettuazione della  prima  verifica periodica secondo i tempi e le modalità previsti dal D.M. 11.04.2011.

2. In caso di attrezzature di lavoro, già assoggettate  ali'obbligo delle verifiche periodiche ai sensi della legislazione  previgente  al D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.,  per le quali il datore di lavoro avesse  già provveduto a comunicare  la messa in servizio all'INAIL (ex ISPESL), si possono individuare  i seguenti casi:
a)   Se  l'INAIL  ex  ISPESL  ha già provveduto  alla data  di entrata  in  vigore del D.M. 11.04.20 Il a redigere  il libretto  delle verifiche secondo  le procedure  stabilite  dalla Circolare M.I.C.A. n. 162054 del 25.06.1997, l'attrezzatura di lavoro verrà sottoposta alle verifiche periodiche successive alla prima alle scadenze  previste dal regime delle periodicità stabilite dall'Allegato VII del D.Lgs. n. 8112008 e s.m.i. in assenza della scheda identificati va.
b)    Se prima della data di entrata in vigore del D.M. 11.04.2011, l'attrezzatura di lavoro era già stata sottoposta  a verifiche periodiche  da parte delle  ASL/ARPA  in assenza del  libretto  delle  verifiche  secondo  le  procedure  stabilite   dalla  citata  Circolare M.l.C.A. n. 162054/97, l'attrezzatura di lavoro continuerà ad essere sottoposta alle verifiche periodiche  successive alla prima in assenza di libretto delle verifiche e di scheda   identificativa.   Qualora   l'INAIL   (ex   ISPESL)   non    avesse   assegnato   o comunicato  la matricola  dell'attrezzatura al proprietario dell'attrezzatura di lavoro e all 'ASL  competente   per  territorio,  l'INAIL   provvederà  a trasmetterla   ai  suddetti soggetti  nel più breve tempo possibile, al fine di consentire  una com pleta redazione dei verbali di verifica e l'immissione nella banca dati.

3. In caso di attrezzature di lavoro rientranti nel campo di applicazione del D.M. 04.03.1982, già   assoggettate   ali'obbligo  delle   verifiche   periodiche   ai   sensi   della   legislazione previgente  al  D.Lgs.  n.  8112008 e  s.m.i.,  per  le  quali  il  datore  di  lavoro  avesse  già provveduto  a comunicare  la messa in servizio  al Ministero del  Lavoro e delle  Politiche Sociali, si possono individuare i seguenti casi:
a)    Se il Ministero  del Lavoro  e delle Politiche Sociali  ha già  provveduto alla data di entrata in vigore del D.M. 11.04.2011 ad effettuare la prima delle verifiche periodiche e a redigere il libretto secondo  le procedure stabilite  dalla Circolare  MLPS n. 9 del
12.01.200 L  l'attrezzatura  di   lavoro   verrà   sottoposta   alle   verifiche   periodiche successive alla prima alle scadenze previste dal regime delle periodicità stabilite dall'Allegato VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i..
b)    Se il Ministero del Lavoro  e delle Politiche Sociali  non ha provveduto  alla data di entrata in vigore del DM 11.04.11 ad effettuare la prima delle verifiche periodiche e a redigere il libretto  l'attrezzatura sarà sottoposta  alla prima delle  verifiche  periodiche secondo le modalità previste dal D.M. 11.04.2011.

B) Per le attrezzature di lavoro,  riportate nell'Allegato  VII del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., fabbricate in  assenza  di  disposizioni  legislative  e  regolamentari di  recepimento  delle direttive  comunitarie di  prodotto e non  marcate CE, si procederà secondo le modalità indicate  di seguito.

Le attrezzature  di cui al precedente  punto 1 O.A.2 e non marcate CE, che non abbiano subito modifiche  sostanziali   tali  da  richiedere  una  nuova  marcatura  CE,  rimangono   soggette  al previgente  regime  omologativo.  Al termine dell'iter omologativo,  effèttuato in via esclusiva dall 'INAIL   (ex  ISPESL),   dette  attrezzature   saranno  sottoposte  al  regime  delle  verifiche periodiche successive alla prima.

Le attrezzature  di cui al precedente  punto  l O.A.3 e non marcate CE, che non abbiano subito modifiche  sostanziali   tali  da  richiedere  una  nuova  marcatura  CE,  rimangono  soggette  al previgente  regime di collaudo. Al termine del collaudo, da effettuarsi secondo le procedure del D.M.  04.03.1982, dette  attrezzature  saranno  sottoposte  al  regime  delle verifiche  periodiche successive alla prima.

Le attrezzature  di  lavoro  regolarmente  messe  in servizio  secondo   il  regime  previgente alla disciplina della marcatura CE e già sottoposte  a verifiche periodiche devono  seguire il regime delle verifiche periodiche successive alla prima.     

 

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